Voci
Voci di bambini,
giù dalla collina,
nel vento d’estate.
Radenti sull’erba,
fluttuante,
allo stormir di rondini felici.
Suoni d’infanzie lontane dimenticate.
Tra cieli azzurri e giochi di nuvole.
Il primo fumo giù nella gola,
che brucia, si,
ma solo perché il proibito scalda,
corpo e anima.
Morsi alla mela del peccato.
Rulli di tamburi abbattono montagne.
Pianure sconfinate,
dall’essere incerto.
Incessante nel progredire,
verso quei porti dove l’anima spazia,
senza il ritegno del ritegno.
Senza sosta.
Senza sosta.
Senza sosta.
©
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