Disperse onde

seguirò piste di onice tagliente
sospese in lande troppe amare
sfiorando falchi deliranti
in picchiata fra tonache di seta
in rifugi di sguardi mai accesi
si alza tenue voce dagli abissi
irrompe in focolai spenti
di cuori spopolati senza linfa
organza scura sarà il fiume
a dissetare cumuli funesti
ritrae ardor vascello in secca,
ancora un altro giorno da scavare
attesa di spasmi cerebrali
vivrà il piglio unto da livore
ritenta l'animo avventure disperate
ramingo incespica in vortici assetati
sarà l'eterno sonno a donare quiete
ai tanti venti sparsi fra le onde
forense inganno ulula trionfo
di sangue il corollario per i servi di trinacria
©
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Commenti (3)
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I
Ivano Caroselli27 agosto 2008
Mai inoltrarsi in luoghi sconosciuti senza compagnia. Novello Odisseo che ancor non vede lidi felici, ma solo avventure disperate. Piaciuta.
Paolo Ursaia27 agosto 2008
Impegno ed eleganza dolente... versi asciutti, eleganti, che colpiscono ed inducono a meditare. Piaciuta
F
Franca Canfora27 agosto 2008
Vibrante ed appassionata, per ricordare e far ricordare. Molto piaciuta ed apprezzata anche per il linguaggio schietto e sincero.
