Epitaffio
Cosa mi racconti mio caro epitaffio,
che tieni accese le mie infinite
notti?
Cosa mi racconti mentre siedo
sul mio sepolcro?
Parli d'amore e delusione.
Parli del passo falso
della mente dell'uomo,
della sete mai appagata
di emozioni.
IL tuo urlo risuona
nell'assordante silenzio
cimiteriale, ascoltato
solo dalle sorde orecchie
dei defunti.
Epitaffio, maledettamente
sincero epitaffio, ogni
immortal secondo mi ricordi
i miei errori piacevoli,
il suo odore,
il suo sapore.
Epitaffio, infernale punizione,
rivedo nelle tue mute parole
Lei, che mi ha fatto morire
per poi vivere.
Epitaffio, carissimo amico eterno,
tieni vive le mie memorie.
Tu, respiro esalato dal cuore,
tu, esalato bacio delle sue labbra.
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Commenti (3)
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Giulia Aurora4 settembre 2008
una nota quasi sacra di dolore ma ancora viva nel sentire dell'autore
Frammento4 settembre 2008
...c'è un dolore bello a fare ombra in questa tua... Molto bella
Charlo13 ottobre 2008
dolore e morte e rabbia... c'è pure spazio per un bacio! a baudlaire piacerebbe. e pure a me, tanto. La bellezza della poesia è che rende vivo anche ciò che vivo non lo è più, e questo scritto ne è l'emblema! Un ricordo più esistente che mai.


