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Impressioni 10 settembre 2008 · lettura 1 min · 1794 letture

Kebab

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Marcos D Ingaldi 58 poesie pubblicate
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L'odio di masse arringate le bassezze ed efferatezze compiute dall'uomo sull'uomo il puzzo tumefatto dei cadaveri anch'essi come il cielo in raggrinzita decomposizione il volto di tutti e di nessuno carponi (come a bere) sommerso fino agli occhi in una pozza di petrolio i gemiti dei morenti attaccati con le unghie e l'ignoranza alla vita come alla fede le urla senza più voce di madri senza più figli non s'avvertono nel sapore prelibato del kebab...
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Marcos D Ingaldi
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Commenti (1)

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Fabiomartini20 settembre 2008

la poesia è perfetta nella sua musicalità e non si può negare anche un pathos permeante. anche la posizione di quella parentesi la trovo appropriata come un inciso tanto per sottolineare la precarietà. quindi nell'insieme la trovo molto gradevole anche se il frastuono vuole essere quasi apocalittico. unica pecca che forse vi trovo ma che neppure è, probabilmente: la chiusa. quel kebab buttato lì. ma sicuramente c'e' un motivo valido che non colgo. sicuramente a mio avviso è una poesia di un alto contenuto sia etico che morale. tecnico? direi che qui l'astuzia del poeta e la pratica del dominio delle parole lo ha aiutato molto.