Metamorfosi dell'Io

Seduto testa tra le ginocchia
lacrimo veleno di paura,
lacrimo colorato entusiasmo.
Bloccato e lacero da filo
spinato, stillo sangue da profonde,
profondissime ferite.
Abisso.
E la voglia di sciogliere
i nodi del sensibile.
Megalomane il mio desiderio
corrode come tumore
il fegato. E sentire bisogno
di volare su ali d'aquila.
Io pipistrello vago nella speranza,
e attendo il momento giusto.
Rinascerò fenice dal rosso
lago tinto di sentimento
e vita mia, e la strada
non sarà più tanto lontana.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giulia Aurora25 settembre 2008
molto belle anche se ha tinte forti queste metafore
Frammento25 settembre 2008
...è bella la rinascita... regala il volo... Piaciuta molto... Un abbraccio
Rosy Marchettini25 settembre 2008
caduto nell'abisso come l'araba fenice risorgi dalle cenerei di ciò che è stato il tuo vivere. Rinascere ricredersi, riscoprire le beltà della vita e del mondo. saggiar nuovi amori e quindi nuove emozioni, questo desideravo da te! Bellima in gni suo verso, piaciutissima e apprezzatissima


