Banlieue
languido lo sguardo
perso a rimirar l'eterne angosce,
sterili menzogne
inventate al nuovo giorno,
come viso di un clown
prestato a ignoti amori
saluto vecchi vicoli derisi,
esasperati e ciechi
ad aspettare antiche albe,
la lucciola stanca di annegare
si cancella da quadri allucinati
rimesso l'abito di ieri
s'abbandona sfilacciata
al riposo dei cipressi
angoli spacciano stupori
sfiorando voragini di amplessi,
case intolleranti
adagiate al porto
attendono solitudini e rimorsi
clandestina l'aria del quartiere
marginata da una città indolente,
delinquere fra selciati di miserie,
rotolano le storie sui giornali
trafiletti in cronache locali
rotativa passa senza sosta
coprendo anime bucate
il treno continua la sua marcia,
fingendo dolore alle fermate,
sullo scambio
svogliatamente fischia
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
mp47pasquino28 settembre 2008
Ho trovato alcuni spunti, idee e metafore che ben si addicono all'opera, si evince la volontà di costruire una poesia che asca fuori dalle solite. Letta con piacere
Paolo Ursaia28 settembre 2008
Immagini, emozioni... versi che colpiscono, fanno meditare. Piaciuta

