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Sociale 7 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1345 letture

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RisaDiTali 129 poesie pubblicate
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Tremo ed intanto stringo una mano, leggera e piccola, mi sento strano. Alleno una voce rassicurante penso al lavoro ormai traballante, come il cavallo che hai accanto al letto scudiero del principe immensamente perfetto che narra di fiabe e avventure vissute sapessi quante son state perdute, ma tu principessa delle mie sere con i tuoi occhi mi allontani dal bere grazie ai tuoi sogni e al tuo mondo fatato che credi di vivere tutto d'un fiato inghiotti storie, ancora non svendi bugie, e le tue meraviglie per ora, son mie... ma quanto veloce mi sfuggi, bambina. Non sai che già oggi È cambiata la strada Di tutti i tuoi trucchi, dei giochi da fata. ti affido ad un luogo ormai tetro e polveroso ma non voglio essere un padre noioso gioca, ridi, trascorri le ore inghiotti sapienza ma non smettere di insegnare. Insegnare come fai Ogni giorno con me, che ancora ti inchini e mi chiami re.
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il legame tra il mondo di una piccola figlia e quello di un padre, saturo di realtà, oggi... con la "nuova" scuola.

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L'autore
RisaDiTali

scrivo per conoscermi. per conoscermi, leggi. RitaL

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Commenti (1)

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mp47pasquino7 ottobre 2008

Ho abbastanza esperienza di padre, nella poesia si percepiscono i timori, per i propri figli, che da un mondo incantato che noi gli abbiamo fatto credere, che oltre alla scuola, si riflette sulla società, per questo ci deve essere impegno e raziocinio nel far crescere i nostri figli affiancando al mondo fatato e protetto anche il mondo reale in modo che frequentando la scuola non si sentano troppo sprotetti e isolati oltre che ad avere meno spirito di confrontarsi e lottare senza soccombere in questa cruda realtà a iniziare dalla scuola, mio nipotino si è trovato all'asilo specie all'inizio molto male prendeva botte da tutti poi senza dare incitamento a vendicarsi, gli abbiamo insegnato a difendersi senza usare violenza, ma con fermezza, per la poesia.