Nel cesto di Dio il pane è buono
In rimpasto di parole
Un bagno di menzogne
Cela all'anima tua
Il giusto nutrimento.
Svestito d'amor, rigetto sei
Dei numi a te non cari.
Una perversa danza ti confonde
Nell'inferno che ti macera la vita.
Povero spirito, muto,
nel dolore dell'effimera sostanza,
cerchi pietoso quel soffio
che ti fa rinascere potente
dalle ceneri di meri desideri.
Nell'arida materia
dove mai s'acquieta l'appetito,
a ricucio di bocca inaridita
riaffiora eterno un divino sogno
in fragranza d'anima,
buono come il pane profumato,
perché nel cesto di Dio il pane è buono
e colmo di dolcezze.
Così la vita si riillumina
Nella vastità del Suo pensiero,
rigenerata da un tempo in cui,
prigioniera era di dubbiosa luce.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!