Teatro a ciel aperto
Daniele Lapenna
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La luna è alta nel ciel notturno
e di getto a scriver m' accingo
e come se or ora dipingo
immagine alcuna sfuggir non deve
al pennello mio, penna fedele
che raccogli come il cestello
maglia e mantello
in questa notte di luci e colori.
Come il re sul trono comanda
così ella splende lissù nel cielo
posando un tiepido velo
illuminando il mondo sottostante;
un prato scuro illuminato
regge querce pini e abeti
che da cornice van lieti
creando teatro a ciel aperto.
E liggiù, semplici distese di prato
da terra innalzate
son lì da tutti dimenticate
che aggiungono il pubblico al teatro:
l'orchestra tace, senza suoni
loro dovran prender meriti e onori,
ma son a riposo prede e predatori
e il maestro quindi in scena deve entrar.
Invisibile, lento e silenzioso
sul palco lui appare
e senza far aspettare
lo spettacolo fa iniziar:
è qui giunto e lentamente
move foglie che si porgon da un lato
come le onde nel mar agitato
e suona note ferme e silenziose.
Luci piccole e misteriose
accompagnano il maestro nella sua sinfonia,
dolce e lenta melodia
applaudita dal verde mondo.
Lo spettacolo può durare
anni secoli e millenni
e se il teatro e l'orchestra escon indenni
l'uomo per sempre a sognar può continuar...
©
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L'autore
Daniele Lapenna
Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so
Commenti (1)
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You Don’t Know Me31 ottobre 2008
quasi una favola questo spettacolo all'aperto ...parole di un lirismo magico... bella

