318 lettori online · 357.062 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Amore
Amore 20 ottobre 2008 · lettura 1 min · 3573 letture

Ad Ofelia (o ai morti d'Amore)

D
Diego Bevilacqua 121 poesie pubblicate
+ Segui
Mai più vedrò sorridere il tuo cuore al mondo, dolce Ofelia. Esso piange drammatica scomparsa. Io con lui. Ora sei distesa su quest'acque a contemplare il sonno eterno, e fiori decorano il tuo bianco vestito, seguono pie donne il carro funebre dell'Amore. Genuflesso sulla riva lacustre, getto bianca rosa, e ti invoco ti supplico ti prego lacrimevole carnefice. E la candida Ofelia mi si fece incontro. Perché tenero cuore -vaso d'emozioni colmo d'amore e dolore- ti sei lasciata andare all'eterno abbraccio, perché hai donato ultimo respiro a questa dolce acqua? La sposa della Morte restituì mio omaggio alla tomba -preghiere sono state ascoltate- e punto col floreale pruno, Ofelia baciò queste vergini labbra. Poi, quando acre lacrima infranse la sua letizia, accarezzando la terra fece ritorno alla sacra urna. Mi ha destato il canto d'un usignolo, ed il caldo sangue che graffiava il dito. Ora ogni giorno porto questo misero bianco fiore all'eterna dimora, dono alla liberata Ofelia. E con lei tutti i morti d'Amore.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
L'autore
Diego Bevilacqua

Mi basta soltanto avervi trasmesso qualche parte di me...

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Phersu20 ottobre 2008

Commovente nella sua drammaticità questa dedica a tutti i "morti d'amore", mi è piaciuta, bravo Diego.

Danielinagranata20 ottobre 2008

Mi inchino davanti a questi versi, povera Ofelia caduta nelle acque del ruscello privata del suo amore per lei questa ode e per tutti i morti d'amore scritta in modo sublime ho amato Ofelia e la sua triste storia Diego un battito di mani splendida.

Giulia Aurora20 ottobre 2008

Oh, qual nobile mente è qui sconvolta! Occhio di cortigiano, lingua di dotto, spada di soldato; la speranza e la rosa del giardino del nostro regno, specchio della moda, modello d'eleganza, ammirazione del genere umano, tutto, e per tutto, in lui così svanito!... Ed io, la più infelice e derelitta delle donne, ch'ho assaporato il miele degli armoniosi voti del suo cuore, debbo mirare adesso, desolata, questo sublime, nobile intelletto risuonare d'un suono fesso, stridulo, come una bella campana stonata; l'ineguagliata sua forma, e l'aspetto fiorente di bellezza giovanile guaste da questa specie di delirio!... Me misera, che ho visto quel che ho visto, e vedo quel che seguito a vedere!

Josy20 ottobre 2008

Raffinata, commovente, drammatica. Una vera sinfonia di versi molto apprezzata!