Lanci di pietre
Daniele Lapenna
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E' giunta la notte
nel paese sperduto
son buie le grotte
l'oscuro è seduto,
il vento è leggero
ma l'aria pesante
escluso il pensiero
al loco antistante...
Un lampo improvviso
fa luce nel cielo
nel campo di riso
appare un velo
e poi il nero
avvolge il bianco
com il severo al povero stanco:
un tuono assordante
si libra nell'aria
sussult'abbondante
in zona contraria
e il nuovo lampo
risalta il paesino
come lo stampo
su di un fogliettino...
Liggiù c'è un bosco
una luce color pellicano
com un tipo losco
con arma in Vaticano
son fiamme eloquenti
ch'ondeggian fiere
due carie sui denti
cavità molto nere;
un tuono secondo
potente e roccioso
piega il tondo
stend'il rugoso
e l'acqua che scende
a fort'intensità
pare che tende
a levar libertà...
E' un attimo e le gocce
si tramutan in ghiaccio
son come rocce
che slegan il laccio,
scheggian boschi, case e raccolto
bucan legni, vetri e tetti
nessun da la strada s'è tolto
son tutti bersagli perfetti
discendon a velocità
son razzi di fuoco
nessun li fermerà
qualunque sia il loco...
Tutto finisce
non cade più niente
tutto fiorisce
il fresco si sente
al paesino
son tutti nel lago
la gioia d'un bambino
la calma d'uno spago
ma un lampo sta per terminare
cade nell'acqua senza sale
eran tutti lì a nuotare...
mi spiace per il finale...
©
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L'autore
Daniele Lapenna
Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so
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