Era esplosa la città
Daniele Lapenna
139 poesie pubblicate
+ Segui

Ricordo urla che picchiavan
come fossero martelli
luci e spilli atterravan
affilati com coltelli
chi correva per fuggire
chi correva per rubare
tutti senza inibizioni
con l'istinto a sfoderare.
Ricordo nudi corpi per le vie
ch' ignoravan il terrore
luci rosse come spie
seppellivan ogni odore
come castelli di cartone
come fogli nel laghetto
non sembravan di mattone
si distruggev' anche il rametto.
Ero sulla cima
senza parole e col fiatone
niente era più come prima
tutti sotto l'esplosione...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniele Lapenna
Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Charlo27 ottobre 2008
bhe... bhe... è interessante questo racconto dell'apocalisse... interessante anche perché sembra che tu ti salvi metafora di vita? metafora di mondo? bella

