I titoli di coda
Ritorna tutto al tempo,
di un cortile mille girotondi con corti calzoncini
di un'estate castelli di sabbia vinti dal mare
di un gennaio stanche foglie cadute sui prati
di una cartella tante matite ed un agenda.
E ciò che era ieri ora non è più:
la voglia di correre inseguendo un pallone
la forza di ridere in una sala illuminata
il desiderio di sentire il cuore che batte
la speranza di colorare le strade di città.
Nulla d'intorno,
rami bruciati da lontani incendi mai spenti
carcasse d'anima spolpate da iene luccicanti
fiori recisi i cui avvizziti petali sono cicatrici
stelle scomparse nel buio dei buchi neri.
E gli occhi sono stanchi
spenti come malati cipressi scossi dal vento
sordi come statici silenzi raccolti da una falce
vuoti come fragili nuvole squarciate dai lampi
inutili come stinti guanti respinti dalle mani.
L'insostenibile pesantezza del vivere
nell'attesa di una notte senza luna
nel ricordo di una città senza case
nell'esempio di un mare senza acqua
nella verità di un corpo senza anima
©
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