Un ingiusto inganno
e nella semi oscura stanza
fra drappeggi e bambole rotte
la fioca luce di una candela
diviene fuoco e poi fiamma...
un attimo e tutto è fumo
soffocante a togliere il fiato
ruvido a bruciare gli occhi
enorme a rendermi tizzone ...
esco dal corpo incenerito
fra rosse piaghe dolorose
tutto è finito in un attimo
cenere scomposta sul pavimento...
e leggero vago libero nell'aria
volo sui tetti addormentati
plano su tanti lampioni ricurvi
su strade bagnate tutte uguali...
inseguo fari lontani di auto
che portano sempre altrove da sé
e rimbocco i pezzi di cartone
fatti coperte per gli ultimi...
e dopo tanto tempo sorrido
liberato dall'inferno della vita
dalle sbarre di un cervello potente
dagli steccati di un corpo vuoto...
ed è tutto eterno, nel vento
fra le sabbie del deserto
o più giù fra ciminiere stanche
tra chi soffre e non lo sa...
e si comprende
che quell'inferno sempre raccontato
era un profondo ed ingiusto inganno
l'inferno dell'inutile vivere...
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