Arcobaleno di sangue
Un arcobaleno di sangue
dalla savana assolata
si protende ad osservare
sciacalli che banchettano
di un'antilope le carni lacerate.
E poi scivola lontano
osservando mitra fumanti
sventagliare morte
contro carrette disperate
stipate di tanti ignoti.
E corre verso oriente
con monaci dilaniati
da bastoni e scimitarre
di soldati tutti uguali
di assassini mai diversi.
Una virata verso destra
con cicatrici di dolore
appiccicate sul filo spinato
dell'orrore intelligente
e del democratico morire.
Al fine si protende nel cielo
e riempie le nubi
del suo intenso e sporco sangue.
E con le nubi così ampliate
una pioggia rossa
si rovescia nelle città
straripa nei torrenti
invade le campagne
ed innalza i mari.
Nulla è più.
E tutto è sommerso
dal sangue di chi
voce e volto non ha.
Tanti signor nessuno
cancellati, dimenticati.
Mai esistiti.
©
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