Un'altra me. (da quando mi hanno violentato)
Sono uscita dalla casa
in fondo alla discesa,
lasciando una bambina,
per diventare
un'altra, per diventare questa.
Per strada mi specchiavo
dentro a una vetrina.
Ho visto un'ombra scura
seguiva la mia schiena.
Una goccia sangue
mi macchiò il vestito
quello con le farfalle ,
quello che era pulito.
Ci sputai sopra
e ci passai le dita.
Da allora vesto il nero
e sempre assorta,
e pure un po' ingobbita
vado per la mia strada
portando in una gabbia
farfalle senza ali
e tutta la mia rabbia.
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Commenti (3)
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M
Maria Francesca24 febbraio 2006
Un dramma si sublima in unacomposta e mirabilmente scarna poesia. .Col tempo poi potresti dismettere il nero dei vestiti.
Cristina Khay21 maggio 2006
Le tue parole mi si sono fermate in gola... non vanno ne’ giu’ nè su... hai trasmesso tutto quello che c’e’ra da trasmettere. Cri
M
Marilena21 maggio 2006
Lasciale volare quelle farfalle... vedrai... passerà... non tutto... solo un pò lo so... ma passerà..
