Corre di notte
Nella landa degli errori
trovo il mio ristoro.
Le orecchie sono sorde
per i troppi campanelli
dal suon metallico e ozioso.
Tu nei tuoi falli
poni su di me la verità.
Camminiamo per un mondo
di pioggia purpurea
che abbraccia i nostri corpi
imperfetti.
I negativi si scioglieranno
nei nostri vortici
e noi diventeremo
nell'ologramma delle nostre menti
una sola cosa.
Sentirai i miei passi
rimbombare sopra l'infinito
di una reggia antica
dai pavimenti colorati.
Marmo freddo s'ergerà ai lati della scala
che ci condurrà per stanze buie.
Ed io voglio te
ad accendere le candele
che illumineranno l'invisibile.
Ed io voglio te
per scrivere la mia ultima poesia.
Voglio te tra le lenzuola rosse
come il fuoco che si spegnerà.
E quando perderemo la vista
oltre i prati e l'infinito celeste
e avremo guardato ogni goccia
che compone le fontane
e contato ogni foglia che veste gli alberi
ci accorgeremo di essere cambiati
e di stare ancora insieme.
Gettati con me
nella nebbia, correndo più di quanto
le nostre gambe addormentate
possano sopportare.
E toccheremo il mondo
dentro il calderone degli abissi
dentro la natura
che corre via veloce di notte
e che nessun altro vede.
Poni i tuoi occhi disarmati
in me
e tutto diventerà verità.
©
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