Impaludato nel tempo
Rinchiuso in questa tana confortevole
dove riposa la malinconia
e la tristezza proietta giorni cupi,
non guardo più il cielo,
non vedo più il sorriso.
Non odo più rumore
ne parole, ne liete armonie
solo il silenzio assordante
di questo mondo in decadenza.
Ascolto echi lontane
di vita pura,
giornate azzurre frantumate
nelle foreste di segatura.
Non guardo più farfalle
ne giovani albe di speranza,
solo ore fuggiasche
intrappolate tra scarti fangosi
di una vita a metà.
Non odo più il mio nome
e le forze si afflievoliscono
nell'affanosa ricerca
di sopravvivenza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mirella Crapanzano31 ottobre 2008
Ci si rintana volentieri nella malinconia come in un bozzolo da cui ogni giorno si fa fatica ad uscire... ma nei versi c'è ancora l'eco, anche se lontano di vita e questa pulsa ancora... bellissima
Berta Biagini31 ottobre 2008
Versi che intristiscono in una maniera sconcertante - eppure fra le righe si legge ancora tanta voglia di vivere - la faccio mia -
Antonio Biancolillo31 ottobre 2008
Tante volte serve questa malinconia, quasi per leccarsi ferite non visibili... in questa affannosa ricerca di sopravvivenza... Molto bella


