Ed aspetto
Il sangue di Sagunto
come l'uggiosa pioggia di novembre
dallo stipite della porta
gocciolava sulle teste mozzate
degli elfi luciferini.
Ed i predoni del tempo
manipolavano grosse clessidre
fermandosi ora alle porte di Sparta
ora in ginocchio alla corte di Merlino.
Si viaggiava veloce
di più degli anni luce dei ricordi
vincendo i raggi di mille stelle.
D'un tratto, dalla nebbia diradata,
fra cicatrici di ricurvi cipressi,
un'immagine, un riflesso.
La superba signora di nero vestita
lentamente si avvicina
con passi cupi e profondo respiro.
E mentre bagliori di luna
scintillano sulla sua falce d'argento
chiudo gli occhi.
Ed aspetto.
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Commenti (1)
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You Don’t Know Me3 novembre 2008
ho sentito il respiro della nera signora sulla mia pelle ...un brivido mi ha gelata... splendidamente scritta
