A un metro del cielo
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
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Intensa, originale... profondamente ispirata. Si percepisce un dolore, una malinconia di fondo, che rende il linguaggio sommesso pur nella sua eleganza. Piaciuta
toccante e bellissima. il linguaggio, che inizialmente rasenta la prosa, si dispiega, nel susseguirsi deli versi, in sonorità accentuate, per rime interne che scandiscono il ritmo, fino a farlo battere come tamburo, così come battono le ali, come batte il cuore... e poi rallenta e si spegne nel verso finale.
Poesia penso ispirata alle "Morti bianche", una strage che, solo dai dati ufficiali, ogni anno conta circa mille vittime, per lo più giovani, che muoiono sul lavoro, a causa delle leggi inapplicate sulla sicurezza... proprio mentre iniziano a costruire i loro "muri di nuove primavere"... una piaga sociale che lascia all'Italia un triste, vergognoso primato... Efficace la denucia dell'autrice, che con sensibilità la esprime magistralmente in versi di sicuro effetto, che permettono al lettore di entrare nei sogni del protagonista, ritrovarsi ad ondeggiare su quel mondo di luci che si rivelano "trappole... per umane falene" e improvvisamente vedersi catapultato nel vuoto... nel silenzio più assoluto. Molto piaciuta!
intensa ed armoniosa, elegante e bella questa che chiamo vera poesia, l'intento lo conosciamo é un grido di ribellione, di denuncia, di sdegno, non urlato, ma d'effetto... molto apprezzata




