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Sociale 9 dicembre 2008 · lettura 1 min · 4459 letture

A un metro del cielo

Leaf 350 poesie pubblicate
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Sono abituato a camminare sul filo, non temere. Io non posso cadere, so volare. Me lo hanno detto loro, assegnandomi un posto speciale ad un metro dal cielo. E mentre inchiodo la quotidiana croce di cemento e di amianto a cento metri dal suolo, intrecciando i sogni di altri con il vento, a volte mi sorprendo a vacillare se ti penso, e ricordo la luce quasi d'oro di aurore ancora chiuse nei tuoi occhi. Allora batto e batto più forte come batte e batte la vita tra le mie braccia, quando inventi l'amore e gridi e ridi, spaventando la morte. E costruisco i muri di nuove primavere osservando dall'alto il confuso ondeggiare di un mondo che si spegne con le insegne, trappole intermittenti per umane falene. Lo sai, sono pagato per volare, con le ali che mi hanno spacciato, di cartone. E quando lo farò, ricorda tu il mio nome. Nel silenzio.
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L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (4)

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Paolo Ursaia9 dicembre 2008

Intensa, originale... profondamente ispirata. Si percepisce un dolore, una malinconia di fondo, che rende il linguaggio sommesso pur nella sua eleganza. Piaciuta

Zima9 dicembre 2008

toccante e bellissima. il linguaggio, che inizialmente rasenta la prosa, si dispiega, nel susseguirsi deli versi, in sonorità accentuate, per rime interne che scandiscono il ritmo, fino a farlo battere come tamburo, così come battono le ali, come batte il cuore... e poi rallenta e si spegne nel verso finale.

Poesia penso ispirata alle "Morti bianche", una strage che, solo dai dati ufficiali, ogni anno conta circa mille vittime, per lo più giovani, che muoiono sul lavoro, a causa delle leggi inapplicate sulla sicurezza... proprio mentre iniziano a costruire i loro "muri di nuove primavere"... una piaga sociale che lascia all'Italia un triste, vergognoso primato... Efficace la denucia dell'autrice, che con sensibilità la esprime magistralmente in versi di sicuro effetto, che permettono al lettore di entrare nei sogni del protagonista, ritrovarsi ad ondeggiare su quel mondo di luci che si rivelano "trappole... per umane falene" e improvvisamente vedersi catapultato nel vuoto... nel silenzio più assoluto. Molto piaciuta!

Rasimaco9 dicembre 2008

intensa ed armoniosa, elegante e bella questa che chiamo vera poesia, l'intento lo conosciamo é un grido di ribellione, di denuncia, di sdegno, non urlato, ma d'effetto... molto apprezzata