A John Keats

Andavi componendo sotto il ciliegio
in fiore la voce d'un dolce usignolo,
e la bellezza del tuo cuore
s'andava paragonando all'albero
che come un padre ti cullava.
Triste tendeva le braccia ad un cielo
troppo lontano.
Ancor ti vedo alzare gli occhi,
ancor vedo labbra allungare
un sorriso sull'ombroso mare,
ed il sospiro si perde nell'invocare
le azzurre vesti dell'adorato
fratello. Eppur dietro la tua bianca
schiena già si vedono
cader le foglie d'autunno.
E si sentono passi calcare
la tua urna; non distrarranno
la mano rapida su quelle carte.
O dolce ragazzo, fiore della Vita
strappato all'Amore, all'Arte!
Or più non sei sangue e carne,
ma terra e viole ai piedi d' una fredda
pietra; sempre vivrai
silvano narratore tra le tenere
margherite.
E un'usignolo canterà i tuoi versi.
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Commenti (4)
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Cuccu Anna Maria10 dicembre 2008
E un usignolo canterà i suoi versi in eterno. Stupendo tributo a uno dei più grandi poeti che siano mai esistiti. Sublime.
Rosy Marchettini10 dicembre 2008
Mi sono documentata! Questo autore è del 1795 morto molto giovane La tua poesia gli rende merito, hai ben descritto quest'autore , Diego! Piaciuta veramente molto ed apprezzatissima
Giulia Aurora10 dicembre 2008
sempre molto denso e da rileggere per capire la pronda intensità bella Diego
Nadia Mazzocco28 giugno 2009
Tu non sai che piacere trovare una poesia cosi bella, dedicata a uno dei miei "preferiti" Poeti. BRAVO!



