Sociale
11 dicembre 2008
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Scritto su carta
anche il temporale piano piano se ne va
mano mano che ti avvicini al foglio
con la penna stretta in pugno
i pensieri se ne vanno
come respinti da una calamita
è un temporale vero questo
dove nella stanza del cielo s'accende la luce
per un attimo, s'accende la luce
così come le cose che tento di ricordare
che prima sembravano così preziose
ora sono fuggite talmente lontano
che mi sento solo
senza di loro
era qualcosa che avrei voluto tanto scrivere
non c'entrava con la globalizzazione ne col terrorismo
forse c'entrava con le scialuppe di noè
che calava giù dalla sua arca
a soccorrere chi ancora andava in auto
forse pensavo a quanti secondi ci mette il rumore ad arrivare dopo il lampo
o al modo in cui gli americani hanno trattato i clandestini rifugiati
ma no, non era niente di questo, era ben meno importante forse
ma sicuramente bellissimo.
mia madre mi chiede se sia il caso di staccare il computer
penso che abbia ragione
con questo temporale
è più bello scrivere sulla carta.
ore 1: 37
(scritto su carta)
ore 3: 16
finito ora.
non male per essere quattro appunti
mi accorgo solo adesso che è passata un'ora e trentanove minuti
come un'intera partita di calcio
con tanto di inno iniziale
e minuti di recupero finali
il barbone che visse dentro di me
mi dettò parola per parola
scegliendole davanti ad un camino
sorseggiando di volta in volta
il suo bicchiere di vino rosso.
Io riportai fedelmente e silenziosamente
ciò che erano i suoi saggi racconti
poi alzai la testa sbattendo gli occhi
come di risveglio da un sogno importante
e mi accorsi di essere completamente solo
e la sua voce già mi mancava.
ricordo che mi ringraziò
di aver scritto
riciclando carta
dal calendario del duemila e nove
di aver riempito il retro di dicembre
novembre e ottobre del prossimo anno
di aver riciclato forse qualcosa
che è già usato e da gettare
prima ancora che venga il suo tempo
prendo un ciuffo di capelli
che vengono via dalla mia testa
lo giro fra le dita
e ne ricavo una sorta di anello
lo porto alla bocca aprendo la finestra
e lo soffio fuori nella pioggia.
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