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Sociale 11 dicembre 2008 · lettura 3 min · 1192 letture

Scritto su carta

Fratello 91 poesie pubblicate
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anche il temporale piano piano se ne va mano mano che ti avvicini al foglio con la penna stretta in pugno i pensieri se ne vanno come respinti da una calamita è un temporale vero questo dove nella stanza del cielo s'accende la luce per un attimo, s'accende la luce così come le cose che tento di ricordare che prima sembravano così preziose ora sono fuggite talmente lontano che mi sento solo senza di loro era qualcosa che avrei voluto tanto scrivere non c'entrava con la globalizzazione ne col terrorismo forse c'entrava con le scialuppe di noè che calava giù dalla sua arca a soccorrere chi ancora andava in auto forse pensavo a quanti secondi ci mette il rumore ad arrivare dopo il lampo o al modo in cui gli americani hanno trattato i clandestini rifugiati ma no, non era niente di questo, era ben meno importante forse ma sicuramente bellissimo. mia madre mi chiede se sia il caso di staccare il computer penso che abbia ragione con questo temporale è più bello scrivere sulla carta. ore 1: 37 (scritto su carta) ore 3: 16 finito ora. non male per essere quattro appunti mi accorgo solo adesso che è passata un'ora e trentanove minuti come un'intera partita di calcio con tanto di inno iniziale e minuti di recupero finali il barbone che visse dentro di me mi dettò parola per parola scegliendole davanti ad un camino sorseggiando di volta in volta il suo bicchiere di vino rosso. Io riportai fedelmente e silenziosamente ciò che erano i suoi saggi racconti poi alzai la testa sbattendo gli occhi come di risveglio da un sogno importante e mi accorsi di essere completamente solo e la sua voce già mi mancava. ricordo che mi ringraziò di aver scritto riciclando carta dal calendario del duemila e nove di aver riempito il retro di dicembre novembre e ottobre del prossimo anno di aver riciclato forse qualcosa che è già usato e da gettare prima ancora che venga il suo tempo prendo un ciuffo di capelli che vengono via dalla mia testa lo giro fra le dita e ne ricavo una sorta di anello lo porto alla bocca aprendo la finestra e lo soffio fuori nella pioggia.
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L'autore
Fratello

Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.

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Commenti (2)

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Elisabetta Randazzo11 dicembre 2008

Un testo molto profondo ...che fa riflettere sulla vita quotidiana. Molto piaciuto

Leaf11 dicembre 2008

Miodio Fratello mio, dov'è finito il mondo? Che fine hanno fatto l'amore, la pietà, la tolleranza, la pace, che qualcuno cercò un giorno di incidere nei nostri cuori col suo sangue, e non importa quale fosse il suo nome, la sua razza, la sua religione... Era un "essere umano". Bevo queste parole, e faccio fatica a deglutirle, come una medicina amara, che fa bene, ma anche tanto male. Hai un dono, racchiudi nelle mani l'attenzione, la "compassione", nel senso più vero del termine, e poi li fai fluire, dalla tua anima, a quelle di chi ti legge: sii generoso, sempre. Assorbita nel sangue...