L'attesa dell'anno nuovo
Gesuino Curreli
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Ci siamo trovati nelle galassie di tempi perduti,
e gli anni non passavano mai.
I nostri cammini erano sfarfallio scanzonato
di sogni e pretese chimere,
erano sere d'agosto passate ad ascoltare il canto dei grilli
dopo che l'amore, con sofferenze sincere,
cedeva alle nostre lusinghe, perché
al sole non si poteva. Erano anni lunghi e stupendi.
Ora si contano come gli anelli di un tronco
e anche l'albero ci confessa la sua vetustà.
Erano anni che scorrevamo contenti e non ne contavamo
neanche uno, ora li intacchiamo uno a uno
sulla verga della nostra età come condannati alla vita.
Buon anno! Vecchia spuntata matita
che mi hai consentito versi bislacchi e diversi.
Ci siamo amati quando gli anni richiamavano
festa all'inizio e alla fine, durante era un amore costante
che ci prendeva e rideva. Ora contiamo gli anni
e lamentiamo gli affanni che sentiamo in gola
e nel cuore, come quando si muore
senza aver adempiuto a una solenne promessa.
Anziché gli anni scorrazzavamo sulla biga delle stagioni,
perché con esse cambiavamo il sentire, le ciance
e i colori dei jeans. Ora andiamo sulla carrozza degli anni
e ci spaventano i danni che la tv ci propaga,
ci manca spesso l'oppio dell'innamoramento,
perché lo scoramento l'ha vinta, e l'animo vaga
alla ricerca di una stagione che, sappiamo, non torna,
fresca come mandorla acerba, adorna di profumate foglie
e di fiori.
Un altro anno incorona l'età che ci sorprende,
e ancora non ci si arrende all'idea che tanti ne abbiamo contati,
tanti come si diceva per le primavere.
Sei nata, non c'eri, ti ho amata, sei svanita nel nulla
come una farfalla appresso all'ingordigia dei fiori di campo,
ti ho persa in un lampo e da allora, ho cominciato
la conta degli anni. Buon anno, o questo che arrivi,
prodigo di profumi di vini nostrani e di frutti salati
perché arrivano da mari lontani.
Buon anno a te che non mi rispondi, buon anno se abbondi
d'amore e un po' me lo dai, col mestiere di donna infedele.
Buon anno alla babele delle mie convinzioni, ora smorte
e talora un po' furibonde, ma sempre innocue come seme di prugna.
Buon anno alla vigna che dispensa angelico miele,
buon anno a chi beve come una spugna, e non si sente mai male.
Buon anno alla follia che non passa, nonostante con gli anni
la mia vita travalica gli anta. Buon anno ai ricordi che
non mi lasciano mai, ai guai che non riesco a scordare,
buon anno a questa voglia d'amare, per la quale mi sento poeta.
Buon anno! Buon anno! Ad ognuno la gioia che aspetta!
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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