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Festivita' 23 dicembre 2008 · lettura 3 min · 2361 letture

Aspettare

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Aspettare... a che serve? E' lontano il sogno di pochi mandarini e qualche pallina colorata fra mille aghi di pini, nell'angolo più adorno della stanza: un tavolo piccolo e quattro sedie intorno. Non c'è più il bello di quella povertà quando era magia la fiaba dell'età. Neanche i figli, ahimè godono della fola e i giorni son votati ad una cosa sola, Risorge la persona che mi manca, ricordo il tempo che non torna più, e mentre tanta gente ha il suo Gesù io rimango perplesso nella conta di questi giorni, in attesa del grisù. Non ci sarà neppure l'esplosione, né coglieremo i frutti sopra il pino, vedremo la pochezza del destino e la più triste sorte del barbone... A che serve aspettare, il Natale è già qua, povero di regali e di bontà, e rimpiango il Natale che era dolce, quanto gli omini che pendevano dall'albero. Ricordo i momenti trasgressivi, nel Natale più dolce dell'età, un profumo, un caffè con pasticcini e poi di fretta per diverse strade. Un pensiero per un palpito nascosto, uno sguardo tradotto, e mai capito, leggibile un sussurro ininterrotto che accompagnava incontri con paure. Ci sei nelle poesie fra le più pure, quando riesca a farne di decenti. Natale, che in attesa mi tormenti con visioni di brute povertà, mi incolpano di pochi sentimenti, e d'egoismo cieco e sordità. Ma un ricordo mi prende e mi conquista e fa di lei la pena e la poesia, un risveglio di amata nostalgia quando penso a ciò che non sarà. Natale d'illusione e frenesia di scrittura più sciatta e di poesia, di chi vuol bene e di chi soffre tanto, di chi prega nell'intimo e poi offre il profumo di un bacio a chi non spera. Natale senza doni e con paure, con vigili pensieri innamorati, Natale bello come i tempi andati, colorato d'arancio e d'illusione. Natale di colore secondo la stagione e la nostra parrebbe d'arancio e di ramato. Ci sei? Ricordi quel che è stato? E' passato del tempo, ma quanto era beato!
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Mario Bugli23 dicembre 2008

Sulla nostalgia ed il rimpianto dei Natali che non ci sono più, si snodano questi versi intensamente emotivi... tutto cambia, ma i ricordi di quella povertà che univa, rimangono vivi nella memoria... come gli omini di cioccolato che pendevano dall'albero!