Natale
Gesuino Curreli
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Natale,...e scivola il mattino.
E' grigio quanto l'umore il giorno:
la festa si è persa da bambino,
con pochi mandarini sopra il pino
e omini colorati appesi al filo
su cui si dondolavano beati.
Erano i cioccolati della festa,
concessi solo allora, nel trambusto
di sette figli in testa alla spesa
cui badavano due braccia da miniera.
Natale. Scompare quasi un sogno, una chimera
di chi attende perché spera che qualcosa poi compaia.
Un giorno come un altro, pieno di nostalgia,
è questa la poesia quando si è già in età.
La solitudine che avanza mi avvolge
il lembo di malinconia, conto gli anni passati
e cerco chi non trovo a farmi compagnia.
Care persone andate, che sono come il vento,
la folata che un giorno ha sparso il seme
che mi ha dato il respiro per incomprensibile
caso che mette due persone insieme.
Natale. Fa male stare soli, se neanche un po'
d'amore dia pianto e poi consoli.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Anna Maria Obadon26 dicembre 2008
In questi stupendi versi... il racconto di una vita: una famiglia composta di sette figli, l'albero coi mandarini appesi a far festa. Gli anni trascorrono ed il Natale diventa un giornata per ricordare chi non c'è più e la solitudine dell'oggi pesa inesorabilmente. Poesia commovente, piaciuta moltissimo.
Berta Biagini26 dicembre 2008
Una vita intera scorre in questi versi che sapientemente sanno lasciare solo amaro in bocca. Molto molto sentita.


