Ho perso le mie ali
Gesuino Curreli
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Ho perso le mie ali ed il mio volo
è diventato un semplice arrancare.
Non ho più spazi ampi,
dove i lampi
divampano di luce al tramontare.
Ho perso le mie ali ed il tramonto,
non dalle vette del bianco calcare,
ma dalle basse valli, dai fondali
dell'ondulato mare dei miei colli,
senza ali ormai, da lì soltanto lo posso guardare.
Non vinco più la forza che mi attrae
alla terra dove striscio con i piedi,
vorrei levarmi in volo, ma gli eredi
degli astri fascinosi e siderali
m'impediscono le orbite alle pleiadi.
Ho perso le mie ali,
e queste mani a quelle altezze
non possono arrivare,
con loro posso al massimo, carponi
per condanna, dover comunque andare.
Le ali che seguivano correnti
di volo, di passione, di tormenti,
che tutto traducevano in poesia
da quella altezza che di stelle è via.
L'orsa maggiore a fare da carrello
al quadrilatero estremo e alla polare,
solo per questo io vorrei volare
lontano dai sentieri senza luce
che non invitano l'animo a sognare.
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria29 dicembre 2008
Rimpianto e dolore per aver perso le ali che facevano volare lo sguardo verso l'alto e verso i sogni. Il volo è ora privato delle ali un arrancare faticoso che impedisce di sognare e osservare meglio la Natura. Apprezzata.
Anna Maria Obadon29 dicembre 2008
Ritengo che il nostro poeta non abbia perduto le sue magnifiche ali in quanto con i suoi versi vola sempre molto in alto magari utilizzando un antico astolabio che gli mostra la rotta da seguire per andare lontano. Poesia apprezzata moltissimo.


