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Riflessioni 30 dicembre 2008 · lettura 2 min · 5255 letture

Ti prego, non sparare

Leaf 350 poesie pubblicate
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Ti prego, non sparare Fu come un lampo, il pensiero e poi giunse il rumore, quel boato che trafisse il suolo e gli frantumò il cuore. L'ombra lucente si staccò dalla pelle e prese il volo. Si stupì, che le stelle non avessero punte acuminate. Soltanto un benefico chiarore. Guardo giù, intravide una donna ed il suo pianto e si sentì all'improvviso libero di non aver paura. Scivolò nei suoi sogni, quando socchiuse gli occhi nella casa di pietre sbriciolate, e le si stese accanto perché non pronunciasse mai quella parola. "Sola". Ti prego, non sparare. D'altronde, era abituato a pregare. Dietro la rete di ferro e di notte agitava la coda, sperando fosse un gioco. Nel sangue ancora i segni delle botte, che fanno tanto male anche a chiamarle amore. Oltre il lassù c'era uno strano fuoco, ne sentiva l'odore gli bruciavano gli occhi come la pioggia salata di una porta sbarrata. Ma scoppiò, quel tremendo temporale. E lui saltò, rincorrendo il silenzio per spegnere il terrore. Trovò lame di luci in movimento. E si stupì, mentre si addormentava, che le zampe del cielo fossero più veloci.
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Ti prego, non sparare. Non ricreare una guerra, dove si può godere il privilegio della pace. Riempiti gli occhi di luci colorate e silenziose, che non fanno male a nessuno, né a chi le accende, né a chi deve subirle, come anziani, malati, animali... Grazie. Per chi non può parlare.

L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (2)

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Mirella Crapanzano30 dicembre 2008

Mi ha commossa profondamente questa bellissima poesia, vivide le immagini, così descrittive da poterle vedere, sentire... così come si può sentire la paura, la sofferenza, di chi è inerme, di chi non può parlare, eppure prova terrore... non c'è niente di più stupido dei petardi, delle pistole, in queste feste, che dovrebbero essere dedicate all'amore verso tutti... bellissima!

Paolo Ursaia30 dicembre 2008

Immagini che si inseguono... versi emozionanti, ben scritti... molto piaciuta