In solitudine
Gesuino Curreli
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In solitudine ho parlato a me stesso.
Dopo che mi hai concesso il tuo pianto,
in solitudine ho creduto d'amarti.
Poi sono arrivate folate di gioia
e sono comparse domande cocenti,
perché inquietudini come due adolescenti
ci avrebbero voluto tenere lontani.
Giocavamo a dire no con le mani
ma i pensieri confermavano i primi timori.
In solitudine ho solcato i colori dell'arcobaleno,
ho visto alternarsi la pioggia e il sereno,
e palpavo il sogno dell'ora trascorsa,
il respiro affannoso, il rossore del viso
per la corsa su quel tratto di marciapiede.
In solitudine ho letto con sgomento e sorriso,
il tuo smarrimento della prima volta,
ho compreso il delirio che pensavamo
non dovesse arrivare...
In solitudine ancora ti cerco come se fosse ieri,
e rivivo il sogno di una notte assai strana,
con un grillo che canta a una fata morgana,
e la rana che tace, nel silenzio di mille pensieri...
Rimane incompiuto il ricordo di una storia lontana,
ma tutta è palpabile e viva, e balbetta
come il gorgoglio della vecchia fontana.
E tu mi dicesti di una vaghezza più strana
che ti accarezzava quando stavi da sola,
specialmente la sera, quando qualche ora
ti accompagnava, svogliata,
senza darti entusiasmo, o farti provare il tremore
che segue l'amore di una prima volta.
In solitudine anche tu cercherai le poesie
alle quali dedicavo intere nottate, perché
ti apparissi un poeta, il vate della tua dolce vita,
quando avevi trovato la gioia di sentirti civetta.
Lo facevi con estrema eleganza
e ancora, in solitudine, ti verrà da pensare
se mettere alle labbra il rossetto,
se osservarti il di dietro per scegliere il capo
come quando ti attiravi gli sguardi,
allora indosserai solo il filo che divideva i glutei
bianchi e rotondi, giusto nella metà.
Vorrai tenere alto il petto
stringendo sui fianchi il corpetto
e sul seno la bianca trasparenza di un velo.
Penserai che mi manchi, e, a dispetto degli anni,
misurando allo specchio l'uno e l'altro profilo,
sceglierai gli orecchini rotondi, di luce gitana.
Dalla tua solitudine ora non mi rispondi,
e, chissà, forse piangi, perché, credo, mai
scorderai quel momento di sana follia,
in cui conoscesti l'amore che sarebbe parso,
altrimenti, solo una grande, innocente bugia.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria3 gennaio 2009
Ricordi e rimpianti ricordando un amore del passato e soprattutto una prima notte d'amore rimasta nella memoria e nel cuore. La solitudine fa riaffiorare ricordi lontani e i rimpianti per tutto ciò che non si è potuto realizzare. Molto apprezzata.
Danielinagranata3 gennaio 2009
letta e riletta mi è piaciuta moltissimo e non aggiungo altro non conoco ancora l'autore ma in silenzio gli dico bravo... tema centrato


