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Introspezione 3 gennaio 2009 · lettura 3 min · 2416 letture

In solitudine

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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In solitudine ho parlato a me stesso. Dopo che mi hai concesso il tuo pianto, in solitudine ho creduto d'amarti. Poi sono arrivate folate di gioia e sono comparse domande cocenti, perché inquietudini come due adolescenti ci avrebbero voluto tenere lontani. Giocavamo a dire no con le mani ma i pensieri confermavano i primi timori. In solitudine ho solcato i colori dell'arcobaleno, ho visto alternarsi la pioggia e il sereno, e palpavo il sogno dell'ora trascorsa, il respiro affannoso, il rossore del viso per la corsa su quel tratto di marciapiede. In solitudine ho letto con sgomento e sorriso, il tuo smarrimento della prima volta, ho compreso il delirio che pensavamo non dovesse arrivare... In solitudine ancora ti cerco come se fosse ieri, e rivivo il sogno di una notte assai strana, con un grillo che canta a una fata morgana, e la rana che tace, nel silenzio di mille pensieri... Rimane incompiuto il ricordo di una storia lontana, ma tutta è palpabile e viva, e balbetta come il gorgoglio della vecchia fontana. E tu mi dicesti di una vaghezza più strana che ti accarezzava quando stavi da sola, specialmente la sera, quando qualche ora ti accompagnava, svogliata, senza darti entusiasmo, o farti provare il tremore che segue l'amore di una prima volta. In solitudine anche tu cercherai le poesie alle quali dedicavo intere nottate, perché ti apparissi un poeta, il vate della tua dolce vita, quando avevi trovato la gioia di sentirti civetta. Lo facevi con estrema eleganza e ancora, in solitudine, ti verrà da pensare se mettere alle labbra il rossetto, se osservarti il di dietro per scegliere il capo come quando ti attiravi gli sguardi, allora indosserai solo il filo che divideva i glutei bianchi e rotondi, giusto nella metà. Vorrai tenere alto il petto stringendo sui fianchi il corpetto e sul seno la bianca trasparenza di un velo. Penserai che mi manchi, e, a dispetto degli anni, misurando allo specchio l'uno e l'altro profilo, sceglierai gli orecchini rotondi, di luce gitana. Dalla tua solitudine ora non mi rispondi, e, chissà, forse piangi, perché, credo, mai scorderai quel momento di sana follia, in cui conoscesti l'amore che sarebbe parso, altrimenti, solo una grande, innocente bugia.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Cuccu Anna Maria3 gennaio 2009

Ricordi e rimpianti ricordando un amore del passato e soprattutto una prima notte d'amore rimasta nella memoria e nel cuore. La solitudine fa riaffiorare ricordi lontani e i rimpianti per tutto ciò che non si è potuto realizzare. Molto apprezzata.

Danielinagranata3 gennaio 2009

letta e riletta mi è piaciuta moltissimo e non aggiungo altro non conoco ancora l'autore ma in silenzio gli dico bravo... tema centrato