Deriva

Carriole di denaro ch'entrano nelle banche
il prezzo delle azioni dimezza ulteriormente,
le scene di un passato ritornan turbolente
a ritagliarsi spazio in queste epoche bianche.
Lontano dalle guerre rivive la paura
nel vivere più incerto, domani già si oscura.
I ricordi di un banco che muta negli anni;
licenze, diploma e corone d'alloro
percorsi in salita di cui hai fatto tesoro,
rimangono in gelo a coprirne gli inganni.
La favola stinge mostrandosi nuda
domani i rifiuti la renderan cruda.
Tristi dubbi ad avere il sopravvento
e l'accidia che costringe all'attesa
quasi aspetti quell'ultima resa,
che trasporta via i sogni nel vento.
Un lavoro non stenta a arrivare;
una zattera è nel centro del mare.
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Commenti (2)
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Saverio Chiti7 febbraio 2009
è forse ormai tutta la nostra società alla deriva? o solo la sua struttura? venti minacciosi sono ormai alle nostre porte, a che serve sprangare le serrande, quando il consumismo e la stoltezza ha preso il sopravvento. è un ciclo che si ripete... l'unici indifesi sono la massa ch'è costretta a seguire l'onda, sperando che non arrivano di nuovo i marosi che ci porteranno alla deriva. molto riflettuta ed apprezzata.
Amara7 febbraio 2009
...una trilogia che fa riflettere... il periodo è buio... l'accidia forzata può essere tormento o addirituria rivelarsi drammatica... ma mai perdere un occhio azzurro sul domani... molto bella...

