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Introspezione 9 febbraio 2009 · lettura 1 min · 2646 letture

Quiete

N
Nicomar 309 poesie pubblicate
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li vedo allungati in fila tra scie di non ritorno questi anni senza mai riposo, come ali di colibrì in amore han vibrato arditi in giorni e lunghe notti, ora stanchi di sorrisi di serpente si adageranno quieti su sentieri di tramonto a sospirar ricordi nel tempo senza ore
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Commenti (3)

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Rasimaco9 febbraio 2009

intensa quanto bella questa lirica in cui l'autore seduto sul ciglio della vita ne osserva i lunghi filari che si stagliano su un rosso tramonto... apprezzata tantissimo

mp47pasquino9 febbraio 2009

Ora è quiete, che avvolge come spire questi anni, cullati, nell'andare a passi lenti, stanchi dei rancori e delle facce recitate al dire, ora che è quiete non rovineranno più... Ora con ragione il riposo è meritato. letta e coinvolto piacevolmente.

Gesuino Curreli9 febbraio 2009

Il tempo, l'inarrestabile divenire, la spossatezza del correre, senza sapere dove, la coscienza della vanità del tutto. Questi sono gli attori della scena, su cui si accende, velata e serena, la voce del poeta che matura. Idea di vita mai amata tanto, trascorsa fra lusinghe e falsi amici, tradita da momenti ed appendici che rimandavano più in là anche un momento di sana quiete. Delirio di arrivare chissà dove, come il frullo delle ali senza sosta, poi il rinsavimento davanti alla batosta che la vita ci rende e ci regala. Meditabondo il poeta sotto l'ala si ferma di un nostalgico tramonto e l'anima già stanca a un vagabondo bisogno di quiete si prepara. Che il tempo non sia più diviso in ore – implora - perché le conta fino a quando muore.