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Amore 11 febbraio 2009 · lettura 4 min · 5668 letture

Neve di colombe

Fratello 91 poesie pubblicate
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neve di colombe lentamente si posa dentro la notte scende come una carezza mentre l'altra mano trafigge il petto si muove dentro fino a prendersi ogni singola via d'uscita dal cuore le pareti colano pensieri schiantati a troppa velocità non c'è più neanche il pino marino qui fuori dalla finestra con i suoi grilli e il suo russare profondo ma io non mi sto abbattendo no. questa sarà solo una carezza per le tue ferite affinché possano guarire presto ho poco, ma ho il meglio. non mi sento spogliato di tutti i miei rami, no. ho ancora i più alti, l'ultimo allungo verso il sole sperando che il prossimo sorriso sulle tue labbra sia ancora per me. provare ad amare qualcuno è come perdere tutte le foglie è come piangere insieme e poi ridere forte e prendersi le mani e sentire che, fosse per loro, non si lascerebbero più è come salutare tuo padre mentre sei sui gradini di un treno o vedere un albatro posarsi sulla tua mano come fosse un piccione anche se non succederà mai rimane un'immagine comunque nella memoria nostro padre non ci verrebbe mai a salutare alla stazione e gli albatri non si fiderebbero mai delle nostre mani rimangono conigli di peluche, verdi, nel bagno pronti a farsi stringere e strangolare aspettando che i tranquillanti facciano effetto rimane la voglia di rimarginare tutte le ferite provare ad amare qualcuno è come lasciare un disegno sulla sabbia camminando fianco a fianco trascinando un bastone per quanto bello sarà il disegno alla fine del cammino se rimani solo e ti giri vedrai solo il mare che s'è portato tutto via e così sto ancora là seduto a terra ginocchia al petto a stringere gli occhi per vedere quanto lunghi si fanno i filamenti del sole e quanto ancora diventano lunghi poi quando si inumidiscono un po' e quanto vorrei dirlo a qualcuno è una magia strana l'unico posto in cui possono stare l'acqua e il fuoco assieme quando le lacrime si seccano come zanzare al sole ed è proprio li che mi manchi quando si presenta il mattino baldanzoso e calmo e quando arriverà la sera a nascondere tutto nei cambi di luce quando non sei sicuro di poter vedere ancora i passanti e a volte spegni le luci quando è presto o le accendi quando ancora si vede e tutte le persone ti assomigliano amare qualcuno è come dargli un coltello in mano a volte scompari e mi viene di aspettarti non di attaccarti al muro, no. di tenerti stretta, si e dirti che andrà tutto bene che non devi più preoccuparti di niente poi senti che è tutto dannatamente sbagliato o impossibile che non potrà funzionare perché stare lontano strappa il cuore poi però al colmo della tristezza vorresti posare solo la testa e sentire il tuo profumo preferito. ci sono angeli che piangono nella nebbia laghi di cristallo fragile e immobile ci sono muri di foglie gialle e c'è una piccola striscia d'inchiostro quella che parte dalle mie mani e arriva a quello che spero sarà il tuo sorriso ti sfiora mentre dormi già ora fa passare il vento chiudendo la finestra rimbocca le coperte con volto serio e va a dormire sui tuoi giorni sul morbido calore del tuo ventre al sicuro dal tempo, nelle tue mani. fra le tue braccia non ho mai sentito paura le colombe nella neve ora sono batuffoli di cotone ed anche se non sono mai state grandiose le mie idee mi parlano di te e sono sottili come fette di fiore come petali di salame e formaggio è l'idea rossa che ho del nostro ridere insieme dei tuoi baci azzurri come aquile nel cielo e le tue mani verdi come il muschio al ruscello in questo bosco di palazzi l'unico riposo, è pensare che quel giorno quel labirinto di siepi nel giardino dei signori era l'unica strada che mi avrebbe portato da te.
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L'autore
Fratello

Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.

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Commenti (1)

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Federica Bernardini11 febbraio 2009

e' l'attessa che ti snerva, ti sfinisce, ti lascia con il fiato sospeso, ma ti da anche la possibilita' della speranza.