Riflessione sul sentimento
Potrei consolare il mio mattino
con una curva di coscienza
annegata nel dolce di un fiume
dall'odore selvatico.
Potrei distendermi accerchiata
da verdi fili umidi,
a cercare ricordi di un futuro profumato.
Potrei ascoltare
fino a perdere all'unisono
la lentezza di un soffio
ma nulla potrebbe compararsi
al morso dei denti avvelenati
della malinconia più bella.
Solletico d'amore e pianto di rugiada
sole di una gita pigra e distratta.
Tutto si fa cerchio
attorno ad una terra solo mia.
E vorrei far tuo
il prato il tutto e l'immensità del fiume
dove scorre il mio sangue
e liquefarlo più di se stesso
e manipolarlo fino a crearne una figura nuova
che non sia in nessun posto
se non tra i mondi sconosciuti che abitano in noi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Crima
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giovanni Monopoli17 febbraio 2009
riesco ad immaginare la solitudine che pervade lasciando poco spazio a chi voglia donar amicizia, forse sbaglio, ma sento una mancanza di affetto che resta attorno l'autore che lo rende malinconico e svuotato.

