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Morte 19 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1390 letture

Ricordi d'estate

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Il campanile scoccava il mezzogiorno e la tua mano mi afferrava dura, stringendo gli occhi bassi salutavano gli amici intorno privandomi del sogno che stavo vivendo. Il pomeriggio mi tenevi nel letto al tuo fianco ma non dormivo pensando agli altri bambini, ai giochi che perdevo quì disteso e non stanco tra i canti delle massaie e le urla dei contadini. Mi sveglio nel cuore della notte cercandoti accanto ora che i miei capelli sono ingrigiti da tanti inverni ma mi ritrovo solo a chiudermi in un freddo pianto perché già da decenni sei divorato da terra e vermi.
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Fuori da qualsiasi cosa che sia normale. Solo tre parole: MEMENTO AUDERE SEMPER.

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Commenti (1)

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Saverio Chiti19 febbraio 2009

è difficile immaginare la morte... e ancor più difficile dimenticare chi a lei è già andato incontro... la mente, i sogni sono uno scrigno da cui estrapolare immagini e desideri, anche i più segreti. forse son solo rimpianti questi "ricordi d'estate", ma sono di quelli che attanagliano l'animo in un miscuglio di gioia e dolore. molto piaciuta.