Il pittore folle
Il pittore folle
Ancor d'urlo tra mute parole e scempi cenni,
di nulla m'avvalgo di buffe pose e nude tele,
frusto avido pennelli a colpo e vibro pitture.
Esausto di gonfie vene decoro morsi su labbra,
rompo attimi di tavole, impasto pause e cornici
corico sornione lamenti di mente e sposto ombre.
Ricalco a ciuffo il mio crine a soffio rimando,
di fronte a palmo passo del fastidio pelo
spalanco orbite e ricalco curve di balzo rido.
Estro m'offro, a curar di tenebre di prati e zolle,
d'immensi campi che di spatola fermo e cirri
stringo a feroce pugno a vomitar colori.
M'eccita lo spasmo del freddo telo e chiudo,
costole e polmoni innanzi all'oltre rivedo
che si fu l'opera mia tra seni di collina.
Arranca l'ira come schiaffi d'onde a rocce,
e ammalo l'anima al concepir di riga e tratti
e l'incanto scivola al comincio divino.
©
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