Vai via
Penserai al sole che batteva forte,
quando il freddo ti entrerà nelle ossa
...e le lacrime scenderanno piano.
Poi riderai e chiederai sogni invano
mentre immagini domani chi possa
stringerti e cullarti sino alla morte.
Dimenticherai le risa e le allusioni,
del passato non rimarrà più nulla,
né un istante che ha fermato le stagioni
né la voce che da ieri non ti culla.
Forse le risa continueranno a riecheggiare
ma saranno solo un sibilo in mezzo al mare;
La tempesta tra le onde ha seppellito
ogni foto che dal cuore mi hai scattato.
Da domani le stelle,
nere, si tingeranno
grigie, come l'inganno
e pittureranno le pareti di una grotta di fango
dove riposerò, nel freddo calmo
col tepore della mia pelle.
Il tempo che lascia passare ogni cosa
d'istante si accorge del viver fugace
rallenta la furia che il mondo cosparge
per non appassire violento una rosa.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Franca Canfora23 febbraio 2009
Mi piace questa poesia, che racconta d'un distacco in modo pacato, senza rabbia. Un modo diverso di raccontare un dolore, sicuramente grande.
Cuccu Anna Maria23 febbraio 2009
Un distacco amaro e disillusione che ferisce l'anima. Versi intensi e malinconici. Tanto Apprezzata.
