Caro amico
Che avvenga allora, tra altalene di sorrisi,
di visi e culle di carezze, del miracolo fra i miracoli
ad accogliere il mondo, nutrito di sola gioia
e assetato di speranza con la sola forza d'un pianto
e le lacrime di una madre,
dove l'orgoglio d'un padre fa da giostra a mille paure,
tra il futuro di un perdono e le scelte d'un castigo.
E sono mille i cavalli che attraversano il cuore,
a gonfiar polmoni carichi d'urla, d'eroe improvviso
quando tra le braccia terrai lui e alzerai il mondo con una preghiera,
sposterai l'idea del male con la saggezza di chi ha sbagliato
e la ventura d'avere a fianco colei che è il motivo stesso della vita,
rea di cento ninne nanne regina di pazienti notte.
Caro amico insomma, che mi sei mostrato così,d'incontro
A levarmi quasi dal bivio d'una fede che non mi fu cara,
dandomi quiete senza nulla chiedermi, tra simpatiche partite
e ciarle seriose, ti accolgo nel mio cuore con allegria e modestia,
nella più genuina fibra della mia innata sincerità,
a sigillo di queste feste, che da questo tempo, come mai,
sei riuscito a caricarle d'amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!