L'indistinto contrario dell'esistere
Carezze di luce scritte nei sogni
restano impresse
tra le linee di questo inchiostro.
Non ha termine
questo contenitore
che pulsa fino alla morte
colorando in mille sensazioni
ogni pensiero.
Inesauribile amore sgorghi dal nulla,
scorri nel tempo
immemore del senso della vita
nella malinconia depressa da se stessa
nel tentativo impossibile
di cogliere l'immagine di un mondo nuovo.
Un grande immenso vuoto
è il giorno che nasce lontano dai desideri,
una luce spenta
scritta nella canzone della vita, della natura,
dell'essere vivo.
Non si può uccidere la luce di una vita,
quella che fugge verso il suo lido,
lontano da un corpo che non riconosce
per evadere il vuoto dentro.
Valori
sono parole senza rispondenza
calpestati come fango,
nel giorno degli uomini,
come fragili vite affacciate
all'alba di un tramonto
mentre pioggia sottile di tempo
scorre tra schizofreniche leggi inutili.
Sono un giullare che non sa cantare,
non riesce a ridere di questa vita,
meraviglioso dono,
solo masticare rabbia.
Sono un inutile giullare
che il fato lega nel vincolo della morte,
una qualunque,
casuale, violenta, naturale, malata
una morte che non sfugge alla vita
nell'indistinto contrario dell'esistere.
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Commenti (3)
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Berta Biagini5 marzo 2009
Versi che catturano per la verità che si legge dall'inizio alla fine. Molto sentita e naturalmente condivisa.
Antonio Biancolillo8 marzo 2009
Quanto è vera e riflessiva la chiusa di questi versi... La morte che non sfugge alla vita... nell'indistinto contrario dell'esistere... Veramente apprezzata la riflessione che ci hai donato.
Girolamo Galasso13 giugno 2009
poesia bella ma soprattutto vera; nonostante la vita che ci è donata l'uomo fa di tutto perché la vita rincorra la morte.


