Mattina di Marzo
Il vento che soffia di giallo l'aurora
risuona sul Ponte di mezzo gelato,
ed è un solo sguardo che mi ha folgorato,
che stinge di Marzo i colori di gioia.
Il freddo che nudo accarezza le mani
l'afferro e conservo nel centro del cuore
passati dieci anni, finite le scuole,
quegli occhi ritornano a viver lontani.
Se i sogni il futuro può aprire spaziando
il tempo cancella con grande maestrìa
ricordo sfuocato di sentirti mia
di sangue infuocato che stavo scordando.
Il sorriso che apri a questa mattina,
ravviva un dolore che acuto risale
di giochi innocenti che fanno poi male
ferite che il tempo ricopre di brina.
Gli sguardi distolti riprendono vita
la patina vitrea s'illumina d'oro,
ma cade una lacrima, è il canto di un coro,
che asciuga gridando la gioia infinita.
E Marzo riacquista potente i colori,
i visi assonnati che vanno al lavoro,
un sogno stordito dal quale riaffioro
cancello di nuovo per esserne fuori.
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Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria7 marzo 2009
Giornata particolare di marzo. Intensa e profonda. Tanto apprezzata.
Ausilia Giordano7 marzo 2009
Descrizione elegante e ottima disposizione dei versi e delle rime.

