Natale 2005
Sul calendario fa Natale,
c'è movimento
già ci raccontano le fiabe
per imprigionarci nei negozi
fra un prete che racconta
ed uno che rimbrotta
un vescovo che sfila
compunto nella grotta
e un cardinale che discetta
sui principi del mondo...
Pare Natale, fuori
è un freddo maledetto
e qualcuno stanotte morirà,
natale è giorno di bontà,
acquisti e regalini
traffico e pasti allegri
ma grumi di solitudini
fra colori e lumini
reietti in rotta col mondo.
Forse è Natale, un grande silenzio
Affoga gran parte del mondo
Perduto nella povertà
Schiantato nell'umiliazione:
Il silenzio violento
di chi non ha più voce
il silenzio dei poveri e dei soli,
silenzio dei ragazzi scomparsi
silenzio delle donne violate
dei giorni maledetti nel dolore.
Forse, è Natale... per noi...
che abbiamo rubato
ai reietti della terra
per fare ricco il nostro giorno di festa:
nessuno potrà perdonare
i crimini che abbiamo commesso
per fare opulento il nostro Natale.
©
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (2)
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I
Il Crudo28 marzo 2006
quadro violento e amaro, ma la tua stessa ribellione dimostra comunque che c'è ancora chi, a dispetto di tutto, ancora cerca il vero significato delle cose. non tutto è finzione, dunque.
A
Angeloantico28 marzo 2006
Il Natale mi dà sempre molto da pensare, è difficile approvarlo così come solitamente lo viviamo, perché è vero tutto quello che tu dici. Mi è piaciuta davvero molto la tua poesia. Un caro saluto