Maddalena

Il cielo ferroso si copriva di ruggine
Mentre acqua zampillava e sangue dalla roccia
Si sciolse la notte in brillante fuliggine
E sul colle biancastro avvampò una torcia
Come osceno tumore era cresciuta una croce
Su quel cranio scuoiato ribollente di mota
In carità di luce ancor piangeva una voce
Cha sognava e moriva sulla tempia del Golgota
Tra le ruvide risa dei corruschi cavalieri
Il dado s'infranse contro l'ombra della terra
Balenavano d'argento le loriche e i cimieri
La miseria impreziosendo della tunica rovinata in terra
Affilatosi al cupo lampo della lancia fatale
Dalla ferita che nel fianco s'aprì delle ore gementi
Esondò il Destino, puro colore nell'occhio del Male,
Con le celate forze dei suoi duri torrenti
(Scagiona Tempo il chiodo che troppo amò la carne
E la spina che nel palpito esiguo arse il sudore
Ma ogni albero ha nella corteccia quelle costole scarne
E ogni solitudine il flagello di quell'unico cuore)
Brividi d'astri raccolse un mesto straniero
L'affanno di una speranza dall'azzurra Arimatea
Era alla fonda la luna come un antico veliero
E bella Maddalena, tenue e pallida come una rosa tea
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