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Natura 20 marzo 2009 · lettura 1 min · 3505 letture

Paradiso perduto

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Fuori 157 poesie pubblicate
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All'alba il vento tornerà a giocare tra le siepi verdi e i marmi sporchi strusciando sulle inferriate degli orti; saluta già la Luna fuggendo verso il mare. Avrà annusato ancora il sapore della terra la ruggine che scaglia i ferri antichi l'acqua che si stagna oltre ai rivi gli aloni di ogni vetro della serra. Quì dove il silenzio è rotto dalle radici che crepitano sotto la terra molle, dal fiume che raschia sulle sponde, un'orchestra s'impone ai silenzi mimici. E' un tamburo di latta il vecchio cancello che scandisce le percussioni delle ante rotte quando i fiati attaccano sulle fronde d'un solo istante rianiama il castello. Voleranno allora le foglie impazzite accarezzando i muri scrostati di questa villa dai sogni immortali per arginarne al tempo le vecchie ferite.
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L'autore
Fuori

Fuori da qualsiasi cosa che sia normale. Solo tre parole: MEMENTO AUDERE SEMPER.

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Commenti (3)

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Anna Maria Obadon20 marzo 2009

Questi versi hanno creato magicamente un'atmosfera di cose antiche ancora vive, a loro modo, nella nostra psiche che, molto spesso, si nutre di emozioni trascorse. L'ho trovata veramente magica e struggente.

mp47pasquino20 marzo 2009

é Fuori! E l'annusare sapori che l'orchestra impone il rimo, in quel silenzio che l'autore trascrive con assonanze e metafore personali, apprezzabili, in questo paradiso perduto, apprezzata e letta piacevolmente.

Carlo Fracassi21 marzo 2009

Lirica ricca di suggestive immagini di grande impatto emotivo! Piaciuta moltissimo.