I sensi dell'abbandono
Una pioggia di pipistrelli neri
picchia sulle spalle scarnificate
sogni di ieri
nei più tristi pensieri
scalfiscon le pietre e crollano arcate.
E' il mare che urla con fredda rabbia
che gela nei timpani sino a spaccarli
voci di sabbia
che sbattono in gabbia
destini che ho perso sino a rifiutarli.
Le acque salmastre marciscono vive
l'odore che emerge pervade l'olfatto.
Lontane rive:
speranze produttive
si accasciano al suolo perché ero distratto.
Lo specchio che grigio scurisce il mio viso
negli occhi appannati proietta il dolore:
tracce di riso
senza alcun preavviso
riportan nei sogni un futuro migliore.
Il sangue che acre sgorga sul mento
avrà il gusto del ferro, giù nella gola,
male non sento
ma danza un tormento
il tempo è sprecato: atterra e non vola.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cuccu Anna Maria24 marzo 2009
Poesia intensa ed incisiva dall'atmosfera un po' noir. Profonda introspezione. Apprezzata.
