Il castello dei giorni qualunque
Il sole sorge ancora
sui prati dimenticati
solcati dalla bruma mattutina.
tiepidi lampi di primavera
si divertono a lambire
fili d'erba intirizziti
e croccanti di gelo.
Vecchio maniero,
delle pietre dimenticate,
fosti sontuoso e stagliato.
Temuto ed amato.
Adesso sei lì,
i giorni sempre uguali.
Ore e minuti da contare,
da solo.
Un vecchio curvo sul bastone degli anni,
che vive nel ricordo della sua gioventù.
Affogato nei ricordi
e nel fumo del sigaro amico.
Le nuvole, il cielo,
maledetto tempo che passa.
Perché così lento, se non vuoi più viverlo?
Vecchio castello dei giorni qualunque,
da passare tra una briscola
ed il mezzo bianco col bicarbonato.
Catarro e ricordi.
Sempre meno gli occhi che ti vogliono ascoltare,
distratti dal tempo.
Non mollare, vecchio castello.
Torneranno giorni qualunque,
torneranno le rondini ai tuoi nidi.
dietro il tramonto,
il mondo nuovo...
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Commenti (1)
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Berta Biagini25 marzo 2009
Di una tristezza unica questi versi che desiderano essere quasi un rimprovero verso tutti noi che troppo spesso ci dimentichiamo di loro – non abbiamo tempo per chi ha vissuto prima di noi – eppure la loro esperienza, la loro vita dovrebbe solo esserci di aiuto, di conforto nel tempo ed invece ascoltiamo solo il nostro egoismo. Molto molto sentita.
