La morsa del gelo

Scaverò le mie guance con le lacrime
che questa primavera saprà donarmi.
Nell'incrocio freddo delle nostre anime
non riesco ancora a scaldarmi.
Oltre i pollini volerò contro un sole opaco,
nei colori pastello di questo tenue Aprile
che incide le nostre storie su uno strato
di foglie nuove con sorda forza virile.
Ogni giorno ti sento muta che passi vicina
ma ancora decidi di non fermarti
riverserò chili di dubbi su china
spento nel vento se potrò aspettarti.
Sarà che non riesco ancora a scaldarmi
nelle giornate che il tuo sorriso sveglia aride
di fuoco, scava nel ghiaccio sino a toccarmi
nell'incrocio freddo delle nostre anime.
Quest'anno non camminerò controvento
nelle brezze che hanno spazzato la morte
d'Autunno, che l'Estate ha soffiato a rilento
e in Inverno di polvere e foglie han varcato le porte.
Resteranno fuse le anime nel gelo di Maggio
quando questo vento dimenticherà dove andare,
come sbrinare i cuori e i frutti nel suo passaggio
troppo cupo il tuo sguardo per riuscirmi a scaldare.
Sorriderò anch'io ai fiumi d'argento
che riflettono una pioggia di stelle
alle urla stridule di questo vento
che si stampa sugli scogli e le patelle.
Sarò un'onda che si appoggia sul tormento
di una vita che ti vuole e poi ti espelle.
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Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria28 marzo 2009
Sarò un'onda che si appoggia sul tormento di una vita che ti vuole e poi ti espelle. Una morsa di gelo che attanaglia difficile da attenuare. Incisiva e profonda. Tanto apprezzata.
