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Amore 1 aprile 2009 · lettura 2 min · 2400 letture

Improvvido argonauta

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Giovanni Cipriano 13 poesie pubblicate
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Nella calibrata geometria della mia solitudine (Grappolo di siderei cristalli cresciuto Nelle sinclinali della mia anima antimaterica) La tua voce è l'eco perenne Dello splendido collasso di un astro smisurato Che nelle bollenti pianure della Galassia Scava incandescente Un nuovo e intrasferibile centro gravitazionale Confondendo le decadute orbite Degli immortali globi infuocati Che ora pericolosamente incrociano In turbate ellissi d'oro e di fiamma Al largo del mio cuore: Pulsante satellite delle lune Precipitate nella fosca altezza Delle tue pupille infinite Dove fragile s'agita il bagliore Dei primitivi quasar deflagrati Io, improvvido argonauta Reso folle dai venti solari Che spazzano l'universo a filo della tua pelle Crogiolo di vita Ancora mi sfibro le tempie sulle magnetiche asperità Del tuo corpo di luce e di tenebra E mi scompongo nelle tenere esplosioni Che dalle antiche profondità Risalgono in fili di elettrica saliva A squassare gli apici delle tue labbra Liquide come l'epidermide solare E infiniti lanciano ponti di fuoco Ad unire gli impercorribili lembi Dello spazio e del tempo Ora saldati nella tenace curvatura Di questa tua minima figura Che al mio cielo pure s'impone Come vasta e impossibile costellazione D'azzurri pianeti e stelle nane
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Giovanni Cipriano
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