Risvegli
in questa valle bagnata dagli inganni
fra la nebbia incede ignara la speranza,
insegue visi che guardano lontano
respirando aliti di cielo senza ombre
placida avanza brezza tiepida sui passi
lusinga chiome di aceri ormai vecchi,
nel firmamento le foglie color oro
danzano liete sulla pista del creato
cicogne e aironi ritornano all'alcova,
accendendo nuvole dal gusto di novelle,
come amanti rinnovano passione,
per dare vita ai sogni del mattino
dal colle scende chiaro rio di pura linfa
irrora solchi dal gelo inariditi,
ora fecondi in attesa dell'evento
spruzzano l'etere con rigogli coloriti
sopra scie di primule raggianti
pollini al sole brillano nel bosco,
e come trilli di comete ballerine
svegliano soffici creature dal letargo
fremente l'aria ora gorgheggia tenerezze
stimolando dolci e coraggiosi gesti
e d'atmosfere ludiche coprono la sera
a rinvigorir l'estro dei sapori
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Commenti (1)
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L
Lorenzo Crocetti2 aprile 2009
Una poesia nella quale la musicalità si fa vita nel risveglio della natura. Sensibile e delicata, scritta da un autore che evidentemente (ho scritto per altri sul vezzo di adoperare troppe maiuscole) non ama le maiuscole, neppure all'inizio della poesia. Al contrario di altri, idiosincrasia per la maiuscola?