Pesce fuor d'acqua

Profondo occhio d'origine fluida
Scendi nella strada gelida
Ed avvolgi la miseria ruvida
Di coperte e riluci roventi
Pesante occhio d'origine austera
Scendi sul giaciglio di pietra
E stringi la povertà tetra
Con mani d'oro lucenti
Celato occhio d'origine ventrale
Scendi nel tratto infernale
E culla la notte nascosta
Con piani di stelle portanti
Nel fulgido di una giostra
Che appare per nude lacrime nane
E sale
Verso nuvole di sole
Sale
Farina
e pane
Vasto occhio d'origine squamato
Scendi nel parco invisibile fatato
Pesca una dignità mancata...
In lenza
E rimedia al viscido perdersi
Trattieni il respiro dell'essenza
Che nulla è pioggia
Nulla è vento
Ma tutto è scivolo agitato d'annegamento
Al culmine del che sia e spia
L'occhio di pesce fuor d'acqua
Si trascina nel caldo soffio dorsale
Vagando oltre il gelido rimando
E' il principio di tutti i cavalcavia
Dalla natura all'immensa scia
E' lo scopo per comporre
Il bagliore del futuro passato prematuro
Oggi come l'inizio di ogni ritrovo
Esistito per le strade del consueto...
Vestito in prestito
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