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Sociale 11 aprile 2009 · lettura 1 min · 2393 letture

Funerale

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Nicomar 309 poesie pubblicate
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rapiti dal silenzio saranno i giorni a venire attraverseranno porte schiuse al dolore annusando polvere d'osso sparsa sui selciati del tempo cambia sempre improvviso il profilo del familiare orizzonte dopo processioni di stentati appelli, in chiese addobbate al frastuono, non resterà che un tocco di campana e poi ancora lacrime, dall'amarezza ferite, a segnare la marcia di uomini soli
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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti11 aprile 2009

Effettivamente qui, lo devo riconoscere, ci si stacca un po' dal coro uniforme di pensieri sia pur sentiti profondamente e altrettanto profondamente sofferti su dolorosi avvenimenti recenti, ma che, secondo il mio discutibilissimo parere, sarebbe stato meglio meditare nell'intimo. O si riesce a fare poesia o, altrimenti, meglio rinchiudersi in una raccolta condivisione del dolore. Qui invece la poesia, senza soffermarsi sulla realtà specifica, affonda il pensiero nella constatazione di una amara realtà "futura" ormai dominata da una inarrestabile consuetudine. Dopo che le luci dei riflettori, imperiose all'inizio sulla scena, si spengono, resta, per chi ha subito, soltanto il dolore della solitudine. Espressivo ermetismo. Compresa.

Rasimaco12 aprile 2009

condivido pienamente il pensiero espresso dall'autore soprattutto nella parte finale quando parla di ciò che avverrà dopo...