Sulla primavera
Gesuino Curreli
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Ti ho sentita quest'anno,
primavera bagnata
da un'infinità di ricordi,
legata a catene di fumo
fino al giorno in cui,
stipati sul camion,
lasciammo
l'acre profumo
di carbone e di cisto.
Questa volta ti afferro
e ti squarto,
in prossimità della Pasqua,
perché legga nel ventre
il feto che non hai partorito,
il ricordo da sempre abortito
quando il tuo senso si allenta.
Fammi leggere, spenta,
sul palmo della tua mano
cos'altro non so
di un passato lontano
che si affaccia al pensiero
ogni volta che torni.
Dimmi, se credi, benigna,
dei cari incantevoli giorni
e sederai questa voglia
disperata d'infanzia.
Dimmi se c'è ancora speranza
che io senta il languore
di un tempo che il ricordo
dilata ed incanta.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Silvana Poccioni12 aprile 2009
Uno squarcio, a tratti triste e lievemente amaro, su una primavera che riporta all'orecchio certi toni paradisiaci dannunziani. Molto bella e sentita.

