Una essenza

Taci cuore mio
perché le tue parole non sono ascoltate,
perché lente, evanescenti nuvole
sbiadiscono diventando sensibilità.
Pallida poesia
senza più senso
Taci anima infelice e lacrimosa,
resta ferma, immobile in un angolo,
non dire
una parola;
abbraccia la pietra dura e fredda
piuttosto che amare petali di margherita o rose o narcisi
inumiditi dalle lacrime.
Essenza, ricerco solo essenza,
profumo
che svanisce
sulle ciglia
e s'assopisce tra le labbra, odore bianco
e lento che attraversa le membra aride ed insipide
della landa desolata.
E mi guardo allo specchio
non vedendo nulla nel mio sguardo
se non carne che marcirà
tra le sabbie del Tempo.
E mi sento insulso, inutile
tra questi miseri
versi.
©
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Commenti (2)
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Doraforino14 aprile 2009
L'autore cerca l'essenza, e incomincia a tacitare il cuore, poi l'anima ...che è infelice e lacrimosa... Infine nel guardarsi allo specchio vede uno sguardo spento... e si sente insulso ed inutile nello scrivere versi. Triste ma significativa!
Jeannine Gérard17 aprile 2009
un essenza non trovata, un cuore che grida, guardarsi allo specchio e non vedersi, una poesia che ti lascia sgomenta, perché molti sentono questo malessere, intensa e triste, ma purtroppo vera e sentita da molti perché provano lo stesso disaggio... sublima nella sua struttura, insulsi e inutili, mammamia, reale

